Molto spesso, quando si parla di economia o di imprese, sentiamo citare l’acronimo PMI (piccola e media impresa). Capire cosa si intende quando si parla di PMI è molto importante, soprattutto in Italia. Questo perché nel nostro Paese la quasi totalità delle aziende è rappresentata da micro, piccole o medie imprese.

Inoltre, molte delle leggi obbligano o esonerano le PMI relativamente a specifici adempimenti normativi. Di conseguenza, è fondamentale capire se la propria azienda sia obbligata o meno a rispettare determinate norme.

Per esempio, se ci riferiamo al GDPR, il Working Party 29 (che riuniva tutti i Garanti dei Paesi UE) ora divenuto EDPB (European Data Protection Board) ha richiesto ai vari Garanti nazionali di pubblicare sul proprio sito un modello di registro dei trattamenti semplificato per le PMI. Per quanto riguarda l’Italia, il Garante ha pubblicato i modelli su questa pagina.

Ma come facciamo a sapere se la nostra azienda può usare i modelli semplificati se non conosciamo la definizione di PMI?

LA DEFINIZIONE

Per prima cosa, c’è da dire che per essere definita PMI, un’azienda non deve essere genericamente “piccola” o “media”, ma deve rientrare in determinati parametri. Questi parametri sono stati definiti dalla Commissione Europea nel 2003 (raccomandazione 2003/361/CE) e sono stati adottati da tutti i Paesi dell’Unione a partire dal 1° gennaio 2005.

Vediamo quali sono questi parametri.

La categoria PMI è costituita da imprese che:

  • hanno meno di 250 occupati; e
  • il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro, OPPURE il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.

N.B. Un’azienda perde la condizione di PMI solo se supera, per due esercizi consecutivi, i parametri elencati sopra

Le PMI possono essere poi suddivise in tre diverse sottocategorie:

MICROIMPRESE

  • meno di 10 occupati; e
  • il fatturato annuo non supera i 2 milioni di euro, OPPURE il totale di bilancio annuo non supera i 2 milioni di euro.

PICCOLE IMPRESE

  • più di 10 occupati ma meno di 50; e
  • il fatturato annuo supera i 2 milioni di euro ma non supera i 10 milioni, OPPURE il totale di bilancio annuo supera i 2 milioni di euro ma non supera i 10 milioni.

MEDIE IMPRESE

  • più di 50 occupati ma meno di 250; e
  • il fatturato annuo supera i 10 milioni di euro ma non supera i 50 milioni, OPPURE il totale di bilancio annuo supera i 10 milioni di euro ma non supera i 43 milioni.

 

Inquadrare la propria PMI in una determinata sottocategoria è particolarmente importante, soprattutto quando si partecipa ai bandi pubblici, che potrebbero per esempio essere rivolti solamente verso le microimprese.

Per concludere, un’informazione molto importante.

Secondo le norme europee, se un’azienda è definita “collegata” o “controllata”, il calcolo per determinare se tale impresa sia o meno una PMI si complica leggermente. Troverete qui una guida ufficiale della Commissione che riporta maggiori informazioni: https://ec.europa.eu/docsroom/documents/15582/attachments/1/translations/it/renditions/native

DEFINIZIONI IMPORTANTI:

Dipendente

Per il calcolo del numero dei dipendenti si applicano le norme nazionali del diritto del lavoro. Queste definizioni variano da Paese a Paese dell’Unione Europea.

Fatturato annuo

Il fatturato annuo viene determinato calcolando il reddito che un’impresa ha ricavato durante l’anno di riferimento dalla vendita di prodotti e dalla prestazione di servizi che ricadono nelle attività ordinarie dell’impresa, dopo aver dedotto gli eventuali oneri. Il fatturato non comprende l’imposta sul valore aggiunto (IVA) o altre imposte indirette.

Totale di bilancio annuo

Il totale di bilancio annuo si riferisce al valore dei principali attivi di un’impresa.

 

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