Entra in vigore il 1° febbraio 2019 il JEFTA, l’accordo di partenariato economico tra UE e Giappone che rivoluzionerà e renderà sempre più stretti i rapporti tra i due giganti commerciali. Il Trattato è molto ambizioso, è composto da 23 capitoli (si va dai dazi alla proprietà intellettuale, dagli appalti all’agricoltura) e si prevedono molteplici vantaggi per le imprese europee e giapponesi.

In questo articolo saranno esposti alcuni dei benefici più rilevanti per le imprese del nostro Paese.

  1. TAGLIO DEI DAZI

Cominciamo dai numeri. Secondo i dati della Commissione Europea, ben 14.921 aziende italiane esportano in Giappone, delle quali l’83% sono PMI. Per queste società, solo nel nostro Paese, lavorano 88.806 persone. L’export italiano del nostro Paese verso il Sol Levante vale 6,6 miliardi di euro all’anno, mentre l’import 4,2 miliardi di euro (surplus di 2,4 miliardi di euro all’anno).

L’accordo tra UE e Giappone eliminerà circa il 97% dei dazi attualmente in vigore, che pesano su aziende importatrici ed esportatrici e indirettamente sui consumatori. Al momento, i dazi che colpiscono maggiormente le imprese italiane e i consumatori giapponesi sono quelli sulla pasta, sul vino, sulla salsa di pomodoro, sui prodotti industriali e sulla pelletteria. Alcuni dazi verranno rimossi dopo un periodo transitorio, altri saranno cancellati già dal 1° febbraio del 2019 (ad esempio i dazi del 15% sul vino). I dazi sulla carne bovina verranno ridotti dal 38,5% al 9% e vedranno un’importante riduzione anche quelli sui formaggi.

Per quanto riguarda i dazi sulle scarpe, questi saranno ridotti dal 1° febbraio dal 30% al 21% e successivamente azzerati nei prossimi anni. Lo stesso discorso vale anche per i dazi su borse in pelle, scarpe sportive e scarponi da sci (dazi azzerati entro 10 anni).

  1. ABOLIZIONE DELLE QUOTE

Le aziende italiane che esportano prodotti in pelle e scarpe non saranno più penalizzate dalle quote di importazione giapponesi, che attualmente fissano un tetto massimo al numero di prodotti esportabili nel Paese del Sol Levante.

  1. PROPRIETÀ INTELLETTUALE

Il Giappone riconoscerà 45 indicazioni di origine geografica italiane, che avranno lo stesso livello di tutela garantito in Europa. Il Paese del Sol Levante diventerà quindi un valido alleato dell’Italia nella lotta alla contraffazione dei generi alimentari. Di seguito l’elenco dei prodotti italiani tutelati: Aceto Balsamico di Modena, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Asiago, Bresaola della Valtellina, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Mela Alto Adige (Sudtirol Apfel), Mortadella di Bologna, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, Prosciutto Toscano, Provolone Valpadana, Taleggio, Zampone Modena.

Per quanto riguarda i vini, invece: Grappa, Asti, Barbaresco, Bardolino, Bardolino Superiore, Barolo, Bolgheri/Bolgheri Sassicaia, Brachetto d’Acqui / Acqui, Brunello di Montalcino, Campania, Chianti, Chianti Classico, Conegliano – Prosecco/ Conegliano Valdobbiadene – Prosecco/Valdobbiadene – Prosecco, Dolcetto d’Alba, Franciacorta, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Marsala, Montepulciano d’Abruzzo, Prosecco, Sicilia, Soave, Toscana/Toscano, Valpolicella, Vernaccia di San Gimignano, Vino Nobile di Montepulciano.

Inoltre, all’interno del Trattato, Europa e Giappone si impegnano ad adottare un quadro legislativo comune per quanto riguarda protezione dei segreti industriali, dei marchi, del copyright e dei brevetti.

  1. VEICOLI A MOTORE

Europa e Giappone adotteranno gli stessi standard internazionali sui veicoli a motore (molto stringenti a livello ambientale), in modo che le auto non debbano essere sottoposte a test ridondanti prima di essere lanciate sui rispettivi mercati.

  1. BIOMEDICALE

Il Giappone ha adottato lo standard internazionale QMS, valido anche nell’Unione Europea. Le aziende italiane molto forti nel settore del biomedicale potranno così esportare liberamente senza spendere tempo e denaro per certificare i propri prodotti prima dell’ingresso nel mercato giapponese.

  1. APPALTI

Le aziende italiane potranno partecipare alle gare d’appalto indette da 54 municipalità giapponesi (alcune con 300.000-500.000 abitanti, altre con più di 500.000 abitanti).

  1. GDPR E PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Parallelamente alla negoziazione del trattato, il Giappone ha adottato una legislazione sostanzialmente analoga a quella del GDPR relativamente a privacy e protezione dei dati personali. Di conseguenza, dal 23 gennaio di quest’anno, il Giappone è stato premiato con la “Decisione di adeguatezza della Commissione Europea”. Il trasferimento di dati personali verso il Giappone è stato così liberalizzato, rimuovendo un pesante fardello per le aziende del nostro Paese più attive nel settore dei servizi digitali o con sedi in Giappone.

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